Rassegna del 28-30 settembre 2019
ANIE
L’ECONOMIA: BENVENUTI AL SUD DEL FUTURO
Si svolgerà martedì 8 ottobre all’Università degli Studi di Napoli Federico II la tavola rotonda «Software Industriale 4.0: il motore della crescita» promossa dal gruppo Software Industriale di Anie Automazione e organizzata da Messe Frankfurt Italia. Dopo la prima edizione di Forum Software Industriale, a inizio anno a Milano, l’incontro intende promuovere una nuova opportunità di confronto, questa volta nel Mezzogiorno, per discutere i benefici derivanti dalle infrastrutture «It» in un bacino importante per la crescita del nostro Paese.
L’ECONOMIA (CORRIERE): NUOVI TRENI E TRAM, LA CORSA DEGLI INCASSI E PER L’ITALIA LA LOCOMOTIVA È L’EXPORT
I governi e gli operatori privati stanno investendo sempre di più, nel mondo, per costruire le reti ferroviarie e sviluppare il trasporto tranviario urbano. A beneficiarne sono le tante aziende italiane specializzate nella fornitura di tecnologie e impiantistica per i trasporti ferroviari ed elettrificati, il cui fatturato è infatti aumentato del 6,4% nel 2018 superando i 3,9 miliardi di euro. Il bilancio è stato tra l’altro positivo sia sul mercato domestico, dove i ricavi hanno raggiunto i 2,750 miliardi, con una progressione del 3,4%, sia sul fronte delle esportazioni, cresciute del 14% a oltre 1,1 miliardi. Anche nel 2019 il settore segnala un incremento del giro d’affari, benché con un trend meno marcato del 2018. «È la dimostrazione della capacità delle nostre imprese d’imporsi nello scenario globale, sia in Europa, sia in aree geografiche più lontane», commenta Giuseppe Gaudiello, presidente di Anie Assifer, l’associazione che rappresenta le imprese operanti in Italia nel settore delle tecnologie per il trasporto ferroviario e di massa.
CONFINDUSTRIA
SOLE: BOCCIA SOSTENERE GLI INVESTIMENTI E PUNTARE SULLA FORMAZIONE 4.0
infrastrutture, per attivare uno shock anticiclico. E formazione, per accompagnare persone e imprese verso Industria 4.0. Prima dal World Economic Forum di Cernobbio, poi dall’assemblea di Confindustria Umbria ad Assisi, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia indica le priorità delle imprese alla luce della difficile fase congiunturale.
SOLE: TORNA IN CALO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE A SETTEMBRE
Il Centro studi di Confindustria rileva una diminuzione della produzione industriale dello 0,7% a settembre su agosto, dopo un recupero dello 0,8% rispetto a luglio. Nel terzo trimestre l’attività è stimata in calo dello 0,2% congiunturale.
SOLE: ASSE TRA QUADRIVIO E CONFINDUSTRIA PER SOSTENERE LE PMI
Aiutare le piccole e medie imprese che vogliono crescere a trovare il prezioso capitale finanziario e tecnologico necessario per sfruttare a pieno le opportunità della digitalizzazione. L’alleanza tra i giovani imprenditori di Confindustria e il nuovo fondo di private equity Industry 4.0, gestito da Quadrivio group che ha alle spalle già un paio di operazioni, accende i riflettori sulle PMI più promettenti che non vogliono rimanere tagliate fuori dalla quarta rivoluzione industriale.
CORRIERE: “PIU’ SPESA? BASTA REDISTRIBUZIONI A PIOGGIA”
«La manovra ideale? Quella che, come abbiamo detto alla nostra assemblea a Vicenza la scorsa settimana, ha un obiettivo al 2039. Anche adesso invece stanno cercando di tirare soldi, di fare azioni correttive e integrative. Manca l’ampio respiro». È diretto Luciano Vescovi, 56 anni, presidente di Confindustria Vicenza. Rappresenta un motore dell’export italiano: Vicenza è la terza provincia, dietro Milano e Torino, per esportazioni (17,9 miliardi di euro). «Bisogna avere il coraggio di dire che non ci sono più soldi, e che i pochi vanno impiegati per tagliare il cuneo fiscale». Ma qualcosa che apprezza? «Quota 100 ha un elemento propagandistico e non coerente con la realtà, ma ho apprezzato che Gualtieri abbia detto: “lasciamolo andare ad esaurimento”.
APPALTI
IL SOLE: SUBAPPALTI, LA MINA UE SUL CODICE MAGGIORANZA ORIENTATA A INTRODURRE MODIFICHE MIRATE
Maggioranza orientata a introdurre modifiche mirate. Cresce il rischio ricorsi sui lavori. La bocciatura del tetto imposto per legge vale anche per il 40% dello sblocca cantieri Nella maggioranza avanza l’idea di correzioni legislative mirate a velocizzare gli investimenti. Sulle complesse riforme del codice degli appalti piomba la sentenza della Corte di giustizia europea che dichiara illegittimo il tetto per legge al subappalto (al 30%in origine, poi aumentato dal decreto sblocca cantieri fino a un massimo del 40% su decisione delle singole stazioni appaltanti). La sentenza (si veda il Sole 240re del 27 settembre) è una mina sul quadro legislativo dei Lavori Pubblici segue i numerosi richiami e la durissima lettera di messa in mora spedita da Bruxelles a gennaio. Sarà più difficile ora far finta di niente o correre ai ripari con piccoli ritocchi, come è stato fatto finora, perché le motivazioni della sentenza costituiscono una sorta di ultimatum europeo all’Italia: la lotta alla criminalità mafiosa non può essere perseguita con un vincolo generalizzato al subappalto ma va fatta con strumenti più mirati.
INDUSTRIA 4.0
IL SOLE: LE PORTE GIREVOLI DEL FISCO: TASSE IN E OUT CON LA MANOVRA
Cuneo fiscale, taglio ancora tutto da scrivere Nel “borsino” della manovra 2020, il taglio del cuneo fiscale è una delle misure più quotate. Ma anche una di quelle che potranno assumere le configurazioni più diverse. Il premier, Giuseppe Conte, ha anticipato la volontà di agire sugli oneri fiscali e previdenziali che gravano sui lavoratori. Una misura per far aumentare il “netto in busta”, insomma. Con una filosofia non dissimile dal bonus 8o euro, che pareva destinato a essere abolito e invece rimarrà. Per capire se davvero si potrà agire a tappeto sui redditi fino a 55mila euro annui (o se invece si interverrà su platee ridotte come giovani o neoassunti) tutto dipenderà dalle risorse. Evitare l’aumento dell’Iva è addirittura una delle “ragioni sociali” del nuovo Governo. Da valutare la possibilità di ritocchi selettivi alle aliquote, che non pare riscuota grandi consensi politici ma è stata riproposta venerdì scorsa da Conte. Fuori dall’agenda sembrano finire anche le possibili nuove imposte su merendine, bibite e biglietti aerei.
SOLE: IPER AMMORTAMENTO CON DEDUZIONE NON PIU’ DIVERSIFICATA PER BENI
Le proposte: Iper ammortamento con deduzione non più per beni. Gli incentivi per gli investimenti 4.0 per essere più efficaci dovrebbero avere un criterio diverso per l’utilizzo del bonus. Oltre alla proroga delle agevolazioni è utile ripartire dallo sconto dei costi per acquisti 4.0 in modo uniforme su tre esercizi senza seguire i coefficienti fiscali. Il rilancio del piano Industria 4.0 passa attraverso la stabilizzazione temporale e la semplificazione dell’iperammortamento. Anche per il superammortamento andrebbe poi disposta una proroga, estendendo il beneficio agli investimenti in immobili strumentali dotati di caratteristiche di sicurezza e risparmio energetico. Gli incentivi agli investimenti tecnologici, in scadenza a fine anno, con coda nel 2020 per ordini e acconti del 20% effettuati entro il 31 dicembre 2019, dovrebbero essere riproposti almeno fino al 2022 al fine di evitare che la pianificazione delle imprese sia costantemente stressata dal susseguirsi di scadenze e proroghe.
L’ECONOMIA: 5 DOMANDE SULLE POLITICHE PER L’IMPRESA
Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli sta affrontando cinque dilemmi.
L’ECONOMIA: INDUSTRIA 4.0 CERCANSI INCENTIVI PERMANENTI
Tutti gli occhi sono puntati sul 31 dicembre, termine ultimo per la presentazione della manovra 2020. Ma più passano le settimane, più crescono fra gli imprenditori italiani le aspettative in merito all’ipotesi di rinnovo del pacchetto di incentivi di Industria 4.0. Per ora fanno fede le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, il quale ha assicurato che in legge di Bilancio verranno confermati «tutti gli strumenti che hanno spinto l’economia reale incontrando il favore delle imprese», rendendoli «strutturali o comunque con un periodo minimo di tre anni».
AMBIENTE
SOLE: CONTE: NEL PIANO VERDE INCENTIVI NON PENALIZZAZIONI
Alla Coldiretti. Il premier frena sull’arrivo di nuove tasse e sul taglio degli sconti fiscali. Aggiornamento del Def: al green new deal andranno fondi nazionali e Ue non spesi nel 2019. Sgravi sul gasolio agricolo non saranno ridotti come previsto dalla bozza del decreto clima che slitta ancora. L’aggiornamento è accompagnato dalla rassicurazione che ieri il premier Giuseppe Conte ha consegnato al Villaggio Coldiretti di Bologna chiedendo agli imprenditori agricoli un’alleanza verde.
SOLE: I QUATTRO OSTACOLI SULLA STRADA DELLA PIENA DECARBONIZZAZIONE
L’obiettivo finale, ribadito nel Piano nazionale energia e clima elaborato dal governo (Pniec) che ha incassato un primo via libera di Bruxelles, è ridurre drasticamente le emissioni di gas inquinanti da qui al 2o3o per poi centrare gli obiettivi di decarbonizzazione profonda al 2050. Per farlo, però, occorre un impegno rilevante: fino a 450 miliardi di euro nello scenario più virtuoso, secondo le stime formulate da Confindustria, tenendo conto del solo sforzo per finanziare tutte le infrastrutture necessarie dal settore civile al terziario, al comparto industriale. E senza considerare investimenti indispensabili nel settore trasporti (il primo per emissioni di gas serra, pari al 3o%) per avviare programmi di rinnovo del parco autoveicoli leggeri privati verso motorizzazioni più efficienti, che alzano l’asticella a 585 miliardi e che sono un primo tassello degli interventi perla mobilità sostenibile (su cui incide anche tutto il fronte pubblico). Nel complesso, dunque, un impegno non da poco che deve fare i conti con quattro nodi: dagli impedimenti di carattere economico e tecnologico, agli ostacoli di natura socio-ambientale, fino ai limiti politici, che ne complicano l’attuazione.
LA REPUBBLICA: I TRAGUARDI DA RAGGIUNGERE E LE SOLUZIONI CHE MANCANO
I ragazzi chiamano. Ma la politica risponde? Poco, finora. Ma non ci sono solo i palazzi del governo. Dagli enti locali ai singoli condomini, c’è chi comincia a schiarirsi le idee e rimboccarsi le maniche, disegnando un’Italia a macchia di leopardo. Termosifoni Le nuove case devono avere consumi “quasi zero”: talmente bassi da essere coperti con un pannello solare. La Lombardia lo impone già. Il resto d’Italia seguirà entro due anni. «Occorre isolare pareti, tetto e finestre», spiega Gianluca Ruggieri dell’università dell’Insubria. «Per la ventilazione si usa il recupero del calore. Prima di essere buttata fuori, l’aria calda interna viene messa a contatto con quella esterna. Lo stesso vale per il condizionamento in estate». Quel po` di riscaldamento necessario sfrutta le pompe di calore anziché le caldaie. Le valvole per misurare il riscaldamento di ogni casa, obbligatorie da fine 2016, già hanno permesso di risparmiare il 5-10% di energia.
LA REPUBBLICA: DECRETO CLIMA, SI SGONFIA IL BONUS ROTTAMAZIONE MERCI SFUSE, NO INCENTIVI
La nuova bozza di decreto clima al momento non chiarisce due delle misure più contestate, cioè il taglio graduale ai sussidi ambientalmente dannosi e la definizione dell’end of Waste, cioè il processo di recupero che consente a un rifiuto di tornare prodotto nella cosiddetta economia circolare. Come già era accaduto prima della partenza del ministro Costa per l’assemblea Onu sul clima, una settimana fa, ieri, in concomitanza con la manifestazione dei giovani del Friday for future è circolata un’altra bozza. L’Ambiente l’ha disconosciuta con una nota, precisando di «non aver diramato alcun nuovo testo» e aggiungendo che «la situazione e i contenuti normativi sono in costante evoluzione, grazie alla proficua concertazione con altri ministeri». Rispetto alla prima bozza scende il cosiddetto “bonus mobilità” che prevede un incentivo di 1500 euro (erano 2000) in caso di rottamazione di auto inquinanti pari o inferiori a euro 4.
ENERGIA
IL SOLE: MUTUI VERDI, ITALIA LEADER IN EUROPA
Italia scopre di essere in prima fila sui “mutui verdi”. Nella tappa di Venezia, appena archiviata, l`Emf (European mortgage federation) ha tracciato il punto della situazione del progetto europeo chiamato Energy efficient mortgage pian, che punta a creare a livello comunitario un mercato dei mutui green, a disposizione di famiglie e imprese, ossia finanziamenti ipotecari concessi con condizioni particolari, a fronte di un miglioramento dell’efficienza energetica dello stabile. E l’Italia emerge tra i Paesi capofila, sia a livello di partecipazione delle banche sia come prodotti già sbarcati sul mercato. Secondo gli ultimi dati elaborati da Emf, aggiornati a luglio e contenuti nel report “Posta 2019”, su un totale di 47 banche “pilota” coinvolte nel progetto a livello continentale, il nostro Paese è in testa con io istituti (Banco Bpm, Bnl-Bnp Paribas, Bper Banca, Cassa Centrale-Credito cooperativo italiano, Crédit Agricole-Cariparma, Friulovest Banca, Monte dei Paschi, la filiale italiana di Société Générale, UniCredit, Volksbank Alto Adige), seguita dal Belgio con 8, da Francia e Germania con 4 a testa e via via gli altri.
IL SOLE: LA GUIDA RAPIDA – SCONTO IN FATTURA E PASSAGGIO DEL BONUS: DUE VIE ALTERNATIVE
Dallo scorso 31 luglio, con la pubblicazione del provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate 660057/2019, è diventata operativa la possibilità di trasformare in sconto in fattura la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica qualificata e di riduzione del rischio sismico (articoli 14e 16 del Dl 63/2013). La misura si affianca a quella, già introdotta in precedenza, riguardante la possibilità di cedere, ai fornitori e ad altri soggetti di cui si dirà in seguito, il credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, in linea di massima, per i medesimi interventi. Sconto in fattura e cessione del credito hanno però presupposti e caratteristiche differenti su cui è bene fare chiarezza.
IL SOLE: LA GUIDA RAPIDA – PIATTAFORME ONLINE PER FAVORIRE L’INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA
Potrebbero quindi trovarsi nella condizione di dover rinunciare alla fornitura. Le uniche entità presumibilmente in grado di far fronte a tali difficoltà potrebbero essere, come di fatto sono, le cosiddette multiutility. Per limitare l’impatto finanziario, una soluzione può essere ricercata nella possibilità di effettuare l’ulteriore cessione del credito d’imposta a un terzo soggetto, identificabile tra i fornitori dell’esecutore dei lavori. Procedendo in tal senso, quindi, l’onere finanziario sarebbe condiviso tra più operatori economici. Problemi amministrativi Anche dal punto di vista amministrativo ci sono elementi di criticità da tenere in considerazione. L’ulteriore cessione del credito, da esecutore a fornitore, potrebbe anche trovare uno scoglio nel ricarico applicato sulla fornitura ricevuta. È evidente infatti che nella generalità dei casi l’esecutore non si limiterà a rifatturare al cliente il mero costo del bene acquistato senza applicare alcun ricarico.
BUILDING
IL SOLE: PER L’ASCENSORE IN CONDOMINIO IL RISCHIO DI DIVIETI
L’installazione dell’ascensore in un condominio che ne era sprovvisto è vista con favore perché consente di eliminare le barriere architettoniche e di migliorare quindi l’accessibilità dell’edificio. Ma ci sono comunque alcuni aspetti a cui occorre fare attenzione per evitare contestazioni e divieti. L’installazione dell’ascensore in un condominio può essere richiesta da un singolo condomino, da un gruppo di condomini oppure dall’intero condominio.
DIGITALIZZAZIONE
IL SOLE: TELECAMERE CON VISTA
Giulio Coraggio a notizia delle oltre 800 telecamere di sicurezza installate a Firenze e dell’obiettivo del sindaco Dario Nardella di «toccare quota mille nell’arco di poco tempo» avviene in un periodo in cui i sistemi di videosorveglianza sono sotto il radar dei garanti europei per il trattamento dei dati personali. A inizio luglio il Comitato europeo per la protezione dei dati personali ha lanciato una consultazione sulla bozza di linee guida sul trattamento dei dati personali tramite dispositivi video che analizza in dettaglio le misure da adottare. E il Garante privacy italiano ha annoverato i sistemi che consentono l’osservazione, il monitoraggio o il controllo tra le tecnologie che presentano un rischio elevato per gli interessati e per i quali è necessaria la cosiddetta valutazione d’impatto, cioè un’analisi approfondita sui rischi peri dati personali degli individui. Il tutto si inserisce in un quadro normativo sulla privacy che da maggio 2018 ha visto aumentare notevolmente gli obblighi e le possibili sanzioni quale conseguenza dell’entrata in vigore del Regolamento europeo Gdpr che ha introdotto sanzioni amministrative fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato, a seconda di quale sia l’importo maggiore.
AFFARI&FINANZA: CRESCE LA SPESA DIGITALE NEL ARRELLO L’ONLINE ACCELERA CON PREZZO E SERVIZI
E se considerare la sicurezza informatica un “bene pubblico” fosse la via maestra per proteggere lo sviluppo sostenibile dell’economia digitale? Se cioè il compito di garantire un livello sufficiente di difesa fosse in capo al settore pubblico, ancor prima che al settore privato, o ancora se la collaborazione tecnologica e la condivisione delle informazioni avessero la meglio sulle diffidenze tra aziende e Paesi? Il nostro futuro nell’era 4.0 non sarebbe forse meno nebuloso di quello che gli hacker ci stanno prospettando? Trovare le risposte a questi interrogativi non è un gioco da ragazzi, anche solo perché per loro natura escludono risposte semplici e immediate. Di certo c’è che quando negli anni `50 del Novecento Paul Samuelson, economista premio Nobel nel 1970, partorì la prima definizione di “public good” (lett. “bene pubblico”), forse solo il più visionario dei futurologi avrebbe potuto prevedere che a oltre 60 anni di distanza quel paradigma avrebbe animato il dibattito sul futuro.
AFFARI&FINANZA: IL REBUS DELLA SICUREZZA INFORNMATICA OEA VA CONSIDERATA BENE PUBBLICO
E se considerare la sicurezza informatica un “bene pubblico” fosse la via maestra per proteggere lo sviluppo sostenibile dell’economia digitale? Se cioè il compito di garantire un livello sufficiente di difesa fosse in capo al settore pubblico, ancor prima che al settore privato, o ancora se la collaborazione tecnologica e la condivisione delle informazioni avessero la meglio sulle diffidenze tra aziende e Paesi? Il nostro futuro nell’era 4.0 non sarebbe forse meno nebuloso di quello che gli hacker ci stanno prospettando? Trovare le risposte a questi interrogativi non è un gioco da ragazzi, anche solo perché per loro natura escludono risposte semplici e immediate. Di certo c’è che quando negli anni `50 del Novecento Paul Samuelson, economista premio Nobel nel 1970, partorì la prima definizione di “public good” (lett. “bene pubblico”), forse solo il più visionario dei futurologi avrebbe potuto prevedere che a oltre 60 anni di distanza quel paradigma avrebbe animato il dibattito sul futuro. Eppure, non solo così è ma non potrebbe essere altrimenti visto il peso che la sicurezza informatica ha assunto nell’era digitale, in cui alle opportunità di sviluppo sociale ed economico offerte dal cloud, dall’intelligenza artificiale, dall’Intenet of Things e da altre innovazioni, fanno da contraltare le opportunità criminali che stanno facendo le fortune degli hacker. Una lotta continua tra bene e male a suon di tecnologia che, secondo alcuni esperti, potrebbe trovare nel concetto di bene pubblico una svolta a vantaggio dei buoni.
TROVALAVORO: IL VIAGGIO DENTRO I BIG DATA
La continua attenzione alla lettura dei dati analitici delle aziende ha portato anche in Italia all’incremento del settore che nel 2018 ha segnato un + 26% con un valore economico complessivo di 1,4 miliardi di euro. Gli investimenti arrivano principalmente dalle grandi aziende perché le piccole e medie imprese ancora faticano a comprenderne i benefici. Così nel campo big data analytics, le figure più ricercate in grado di tradurre una gran quantità di dati grezzi in informazioni utili per prendere importanti decisioni sono: il data scientist, il data engineer e il data analyst. lì data scientist è colui che gestisce i dati grezzi e ne trae informazioni rilevanti per le diverse necessità aziendali; il data engineer, ha il compito di rendere i dati disponibili per le analisi; il data analyst riporta le sue intuizioni ai ruoli di business. A queste si aggiungono il database manager, la security engineer, il data architect e il technical recruiter.
FORMAZIONE
AFFARI&FINANZA: FORMAZIONE, L’IMPRESA NON PUO’ FARE TUTTO
Il presidente del nuovo Comitato scientifico industriale di Automation & Testing spiega come far diventare la fiera che si svolge a Torino un evento diffuso “Non c’è ancora una piena coscienza delle tempistiche e del rapporto causa-effetto della trasformazione di- gitale e penso in particolare ai tempi della formazione, che sono molto più dilatati rispetto ai tempi dell’esecuzione della rivoluzione. Il problema è che si lavora troppo sull’attualità e sulle emergenze quando invece servono più visioni e programmi. Il mondo dell’industria si sta sforzando con le accademie interne e altre iniziative perché è l’unico modo per riuscire a competere. Bisogna tuttavia chiedersi: è giusto che l’impresa faccia tutto da sola?». È una domanda retorica che sa di appello alla politica quella pronunciata da Alberto Baban per spiegare il ritardo del nostro Paese in tema di industria 4.0, e in particolare di formazione 4.0. Questa sensibilità per il tema della formazione spiega alla perfezione anche il nuovo corso immaginato dallo stesso Baban per lo sviluppo futuro di A&T (Automation & Testing, la fiera internazionale dedicata alla tecnologia per l’automazione della produzione e la verifica dei prodotti).
PMI
L’ECONOMIA (CORRIERE DELLA SERA): LA SPINTA ALL’EUROPA DEI MERCATI? CON IL TAGLIO AI LACCI DELLE PMI
Ursula von der Leyen rilancia la creazione del Capital Market Union. Un obiettivo importante, a patto che Bruxelles riesca a varare una semplificazione regolamentare e una reale armonizzazione fiscale.
Come sempre avviene all’insediamento di una nuova Commissione europea, se ne esaminano con attenzione i programmi attenti a cogliere cambiamenti di rotta. Il punto che qui interessa è l’atteggiamento di fronte al progetto della Capital Market Union, il progetto cioè di costituzione di un mercato finanziario europeo veramente integrato che completi il già (in buona parte realizzato, anche se non privo di pecche) mercato unico bancario.