Rassegna del 06 novembre 2019

6 Novembre 2019

ANIE
ENERGIAOLTRE.IT: ECOBONUS, ASSOCIAZIONI VOGLIONO INCENTIVI STABILI. E STOP (O MODIFICHE) ALLO SCONTO IN FATTURA Modificare o eliminare lo strumento della cessione del credito e rendere stabile l’ecobonus. Ma anche intervenire sul Conto Termico, teleriscaldamento e Certificati Bianchi. Sono stati questi i temi trattati in commissione Industria durante l’audizione di Confedilizia, Airu, Federlegno, Assotermica, Confesercenti, Anie e Assistal nell’ambito dell’esame dell’affare sulle ricadute dei sistemi di incentivazione per la riqualificazione energetica degli edifici sulle filiere produttive di settore.

CONFINDUSTRIA
IL SOLE 24 ORE: PANUCCI: GIUDIZIO CRITICO SUL DECRETO FISCALE E SULLA MANOVRA
Un giudizio «critico», anche considerando che si inserisce «nella più ampia e articolata, e per diversi aspetti, anch’essa critica, manovra di bilancio». Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, ha esordito così nell’audizione che si è tenuta ieri alla Camera sul decreto fiscale. Un testo che rischia di «generare soluzioni inutili», di «penalizzare l’intero sistema delle imprese», con «ingiustificate riduzioni di liquidità» e con l’effetto finale di provocare la fuga delle imprese. «Far pagare le imposte a chi si sottrae è condivisibile», ha detto la Panucci. Ma «contrastare l’evasione fiscale è un’opera complessa, il fenomeno è articolato e necessita di strumenti vari e sofisticati», ha continuato il direttore generale di Confindustria, che rispondendo alle domande ha definito «quantomeno discutibile un decreto legge in materia penale».

AMBIENTE
LA REPUBBLICA (GUIDE): LA GREEN ECONOMY RALLENTA, METTIAMOCI AL LAVORO
Nell’anno di Greta il green economy subisce una pesante battuta d’arresto. Nel 2019 per la prima volta i giovani hanno occupato le piazze di tutti i continenti per difendere il loro futuro e il fronte delle imprese impegnate nella sfida ambientale si è ulteriormente allargato, ma i numeri globali dimostrano che le resistenze dell’economia fossile stanno sabotando la riconversione verso un modello produttivo e sociale a basso impatto ambientale. «Come ha detto il segretario delle Nazioni Unite António Guterres, la verità è che stiamo perdendo una sfida che potremmo vincere», ha spiegato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, nel presentare la sua relazione agli Stati generali del green economy a Ecomondo, alla Fiera di Rimini.

ENERGIA
PANORAMA: LA CITTÁ SOSTENIBILE Ė POSSIBILE
Per il presidente dell’Enea Federico Testa entro il 2030 l’efficienza energetica dei nostri edifici dovrà aumentare del 32,5%. «Traguardo raggiungibile sfruttando Ecobonus e agevolazioni fiscali».
Efficienza energetica è quando due polli raggiungono lo stesso peso, ma uno ha mangiato meno. Dall’avicoltura all’edilizia ai trasporti e a tutti gli altri campi delle faccende umane si passa facilmente sostituendo il termine «pollo» con altre parole, a seconda del caso. Ma il concetto è sempre lo stesso: efficienza vuol dire meno energia necessaria per ottenere lo stesso servizio e dunque minore quantità di denaro speso e di CO2 emessa.

SOLE: FOTOVOLTAICO, LA DEFINIZIONE RICHIEDE LA RINUNCIA ALLA LITE La via d’uscita al divieto di cumulo della Tremonti ambiente e Conto energia. Prosecuzione del contenzioso (con il rischio di perdere la tariffa incentivante) o restituzione integrale entro il 30 giugno di tutto il beneficio fiscale maturato, senza applicazione di sanzioni o interessi ma con rinuncia ai giudizi pendenti. È questo il bivio che l’articolo 36 del D1124/2019 prospetta alle imprese che hanno fruito della «Tremonti ambiente» (articolo 6, commi da 13 a 19, della legge 388/2000) cumulandola con gli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici relativamente al III, IV e V Conto energia. Si tratta di una disposizione assai singolare: al comma 3 viene richiamato un «divieto di cumulo» – quello tra incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici e detassazione per investimenti ambientali realizzati dalle Pmi – che la norma sembra dare per scontato, nonostante sino ad oggi tale interpretazione abbia destato più di un problema giuridico.

CORRIERE DELLA SERA: LUCE PULITA SOLUZIONE 3%
Si definiscono un «club» ma non si accontenteranno di incontrarsi in occasione di conferenze e summit globali. Il «Club del 3%”, così si chiama la nuova coalizione di Paesi, aziende e organizzazioni internazionali lanciata a New York nei giorni della discussione sul clima, fa di quel numero che compare nel nome un obiettivo operativo: guidare un miglioramento dell’efficienza energetica a livello globale del 3% annuo, una mossa che contribuirà a rallentare il cambiamento climatico.

BUILDING
PANORAMA: QUATTRO PASSI NEL FUTURO 1.1 (LE CITTÀ DA QUI A 30 ANNI)
Case a impatto zero, impianti smart e connessi alla rete 5G. Vivere in uno stabile green abbatterà le spese. Parola di esperto. Sensori sparsi lungo le scale che rilevano la qualità dell’aria e, se non è ottimale, aprono le finestre tramite meccanismi motorizzati. Sistemi che aggiustano l’illuminazione dell’androne e di ogni piano in base all’intensità della luce solare. Impianti che regolano il riscaldamento e l’aria condizionata in automatico, affinché la temperatura all’interno del palazzo sia sempre ottimale. Non è un sogno, piuttosto una visione ragionevole del condominio standard nell’anno 2050. Una data non scelta a caso, che anzi coincide con un traguardo: avere costruzioni in grado di non emettere più anidride carbonica. Che siano a impatto climatico zero, o quasi. Ad auspicarlo è la Commissione europea nella sua strategia di lungo termine per l’ambiente (scadenza: 2050 tondo, per l’appunto), a prometterlo è pure il World green building council, il consorzio globale che fa rete nell’edilizia in 70 Paesi.

PMI
IL SOLE: GRAZIE AI BREVETTI, CREDITO E RICAVI IN CRESCITA FINO AL 30%
Sei aziende su dieci che non registrano marchi si dicono «male informate». Più della metà delle Pmi che registrano marchi e brevetti vede benefici diretti e immediati su ricavi (sino al 30% in più per dipendente aveva rilevato l`Epo, l’Ente Ue per i brevetti circa un anno fa) e maggiore credibilità dell’impresa nei rapporto con clienti, fornitori e nell’accesso al credito. Per contro 6 Pmi su 10 tra quelle che non registrano marchi e brevetti dicono di non saper bene come fare, di non avere abbastanza informazioni e lamentano uno scarso supporto – sia in termini di accompagnamento che di incentivi economici – verso un “investimento” percepito ancora più come un “costo”. Due aspetti che convivono quelli messi in luce dall’ultima indagine dell’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo). Secondo lo studio, le tre principali motivazioni per la registrazione dei diritti di proprietà intellettuale per le Pmi sono: impedire di essere copiati da parte dei concorrenti (59%), tutelarsi meglio in caso di contenzioso (58%) e migliorare l’immagine e il valore dell`impresa (36%).

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