Rassegna del 05 marzo 2020

5 Marzo 2020

CONFINDUSTRIA
IL MESSAGGERO: BOCCIA – “SERVE PIU’ CREDITO LE PMI SONO SENZA CASSA” DA GOVERNO CIGS ALLARGATA
Confindustria scende in campo per scongiurare il baratro e sollecitare una risposta «immediata» e massiccia contro l`effetto coronavirus. È «il momento per l`economia italiana ed europea di un “whatever it takes” della politica economica», ha detto ieri Vincenzo Boccia al governo snocciolando una serie di proposte di interventi necessari per sostenere le imprese. Due le priorità.  Agire sullo sblocco delle infrastrutture in chiave italiana ed europea finanziandole con eurobond. Ma anche agire sul credito necessario alle imprese potenziando il Fondo di garanzia e utilizzando la dote degli immobili aziendali. Una chiamata a raccolta anche per le banche, peraltro già pronte, dice l`Abi, a fare la loro parte.

SCENARIO ECONOMICO
IL SOLE: CURA SHOCK ANTI CRISI – 3 MILA MIIARDI PER LE INFRASTRUTTURE
Industria, banche, categorie produttive e sindacati concordano: per superare velocemente la crisi conseguente all`epidemia da coronavirus è necessario un forte progetto economico di rilancio. Ne hanno parlato ieri in un susseguirsi di incontri a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio. In un vero e proprio appello alla Nazione, Giuseppe Conte parla di «una sfida da vincere con l`impegno di tutti. E la UE e dovrà venirci incontro». Lo stesso Conte parla di misure straordinarie in arrivo e del «modello Genova ovunque sia possibile» per superare le difficoltà. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, indica un piano di azione e reazione all`arretramento dell`economia che si basa su sei assi portanti.

CORRIERE: L’ESEMPIO IN EUROPA
È sbagliato partire da un numero massimo di tagli di tasse e aumenti di spesa. Non sappiamo di quale intervento ci sarà bisogno per arginare l`effetto dell`epidemia sull`economia. Vediamo per esempio quello che è successo nel 2012 con l’euro.

LA REPUBBLICA: LA UE DIVISA SUGLI AIUTI. DAL FONDO MONETARIO 50 MILIARDI
L`Europa è pronta a lanciare misure per contrastare l`effetto del coronavirus sull`economia, ma è spaccata su tempi e portata dell`intervento. È questo il risultato della teleconferenza di ieri pomeriggio tra i ministri delle Finanze della zona euro che ora si riaggiorneranno (di persona) il 16 marzo a Bruxelles. Allora troveranno sul tavolo una serie di opzioni di intervento preparate dai loro sherpa per scongiurare fallimenti a catena delle piccole e medie imprese nel tentativo di evitare che il Covid-19 causi una crisi strutturale delle nostre economie. Ma non è detto che alla fine troveranno un accordo.

IL MESSAGGERO: “VA SOSPESO IL PATTO DI STABILITA’ E MODELLO GENOVA PER LE OPERE”
Viceministra all`Economia Laura Castelli, in considerazione dell`aggravarsi della crisi provocata dal coronavirus chiederete a Bruxelles maggiore flessibilità rispetto ai 3,6 miliardi di cui si sta parlando in questi giorni?

«Credo sia necessario alzare il più possibile l`asticella anche in considerazione del fatto che l`Italia ha registrato un deficit più basso del previsto».

Pensate quindi di arrivare a 5 miliardi?

«Probabile che si possa arrivare a questa cifra. In queste settimane ci sarà una discussione a livello europeo per far fronte alla crisi del virus che sta investendo anche Francia e Germania.

INFRASTRUTTURE
IL SOLE: OPERE BLOCCATE PER 55 MILIARDI ASPETTANDO IL METODO GENOVA
Sono almeno una trentina per un valore di 55 miliardi di euro le grandi opere strategiche bloccate che potrebbero ripartire grazie alla possibile svolta del Governo sui Commissari per le opere pubbliche. A bloccarle sono spesso le procedure amministrative e progettuali(AvVerona-Padova o la statale Jonica), le guerre giudiziarie (l`autostrada Roma-Latina) o i traccheggiamenti della politica centrale o locale (per esempio la Gronda di Genova o la Tirrenica o ancorai ritardi della Torino-Lione).

TRASPORTI
IL SOLE: SVILUPPO DELL’AUTO ELETTRICA – BUCO DA 50 MILIARDI DI DOLLARI
La filiera globale del settore automotive è attesa da anni complicati. Le sfide sono quelle dell`elettrificazione e di un mercato ancora tiepido nei confronti della transizione. E però, non essendoci ormai alternativa, a investimenti per decine di miliardi si dovranno aggiungere, secondo Capgemini, ben 50 miliardi di dollari in nove Paesi toccati da una ricerca resa pubblica oggi e di cui il Sole 24 Ore ha l`esclusiva per l`Italia. Si badi bene, sono -nell`arco dei prossimi cinque anni – 50 miliardi in più, oltre quindi lo sforzo di decine di miliardi che le case automobilistiche e i player della componentistica stanno già compiendo per rispondere agli obiettivi posti dalle autorità in termini di limiti alle emissioni, soprattutto in Cina, India e, naturalmente, Europa.

IL SOLE: LA UE – IL 2021 ANNO EUROPEO DELLE FERROVIE
Sostenibilità, innovazione e sicurezza. Sono i tre driver del trasporto ferroviario che hanno spinto la Commissione europea e la sua presidente, Ursula von der Leyen, a proporre il 2021 Anno europeo delle Ferrovie. Obiettivi – si legge in una nota di Fs Italiane – che coincidono con il percorso intrapreso dal Gruppo nelle sue attività quotidiane e, più in generale, nel piano industriale 2019-2023. Una sfida che conferma l`impegno costante del Gruppo per incentivare la sostenibilità ambientale, favorendo lo shift modale dalla gomma al treno e la mobilità collettiva, condivisa e integrata.

AMBIENTE
IL SOLE: MARCEGAGLIA – ENI PIU’ RESILIENTE COL PIANO SU GAS E RINNOVABILI
Rimarca che la nuova Eni, con il futuro baricentro sempre più imperniato su gas e rinnovabili, non sarebbe stata possibile senza la ristrutturazione profonda avviata da tempo. Ma Emma Marcegaglia, presidente da due mandati, ci tiene a sottolineare soprattutto «che il percorso di decarbonizzazione per Eni è partito da lontano , non come risposta alla pressione dell`opinione pubblica, e che il nuovo piano rappresenta una strategia industriale e finanziaria molto solida e la più forte mai implementata nella storia dell`azienda». In cosa il gruppo è cambiato negli ultimi sei anni? Ci sono due fasi strettamente legate tra loro.

IL SOLE: TERNA INCORPORA BRUGG KABEL E LANCIA L’INTEGRAZIONE
Rilevato il 90% dell’azienda svizzera tra i principali produttori di cavi elettrici.
La ratio è chiara: portare in “casa” competenze molte solide e rodate sia nella realizzazione di nuove linee elettriche che nella gestione e manutenzione di infrastrutture esistenti. Anticipando, di fatto, una tendenza che, da qui a qualche anno, vedrà scendere in campo anche i competitor europei. Terna però si è già mossa e ha appena perfezionato, per un corrispettivo di circa 13 milioni, l`acquisizione, annunciata lo scorso dicembre, del 90% di Brugg Kabel Ag, “braccio” dell`omonimo gruppo svizzero e uno dei principali operatori del Vecchio Continente nel settore dei cavi terrestri. L`operazione è stata finalizzata attraverso Terna Energy Solutions, la controllata del gruppo guidato da Luigi Ferraris alla quale fanno capo, tra l`altro, anche le partecipazioni in Tamini (70%) e Avvenia (70%), e che rappresenta uno dei driver per lo sviluppo delle attività non regolate.

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