Rassegna del 17 settembre 2019
AMBIENTE
LA STAMPA: I GOVERNI: PIU’ FONDI UE PER INVESTIMENTI GREEN
Il piano di investimenti per un`Europa più sostenibile a cui lavorerà Paolo Gentiloni, nelle vesti di commissario all`Economia, trova un vasto consenso tra i governi Ue. Ieri i ministri degli Affari Europei hanno consegnato alla presidenza di turno finlandese le loro proposte per il prossimo bilancio pluriennale (2021-2027) e in molti hanno chiesto di destinare maggiori risorse alle politiche «green». Il problema, semmai, riguarda il modo in cui dovranno essere reperite le risorse. Gentiloni ha rilanciato la Web Tax europea, ma resta lo scetticismo dei governi che fin qui l`hanno bloccata. Ieri è arrivato l`allarme di Gunther Oettinger. Il commissario con delega al budget Ue è intervenuto durante la riunione del Consiglio Affari generali per spronare i governi. Si è detto molto preoccupato per la lentezza dei negoziati, che in teoria dovrebbero finire entro la fine dell`anno. «Avanti di questo passo – avverte – non finiremo neanche in tre anni». Per l`approvazione serve l`unanimità, motivo per cui i tempi rischiano di dilatarsi. «La mia grande preoccupazione – ha avvertito Oettinger – è che l`Europa sia sulla soglia di una situazione geopolitica difficile, senza avere ancora un bilancio per realizzare i programmi per la crescita, per l`innovazione e per la ricerca».
ENERGIA
IL SOLE: INVESTIMENTI GREEN PER SPINGERE L’UNIONE
Durante le ultime settimane intercorse fra l`investitura in sede parlamentare di Ursula von der Leyen alla guida della nuova Commissione europea e la formazione della sua squadra di governo, si erano manifestate, da più parti, molte aspettative su una revisione delle norme del Patto di stabilità. Ad alimentarle era stato anche il documento trasmesso all`Europarlamento da Christine Lagarde, alla sua prima uscita ufficiale da presidente designata a succedere in novembre a Mario Draghi a capo della Bce, in cui Lagarde, nel rispondere alle domande postele dal comitato agli affari economici dell`Assemblea di Strasburgo, auspicava un riesame delle regole di bilancio dell`Eurozona, al fine di assecondare la crescita dell`economia e di incentivare una riduzione dei debiti pubblici. Adesso, dopo la frenata emersa durante il primo confronto informale fra i ministri dell`Ecofin, avvenuto lo scorso fine settimana a Helsinki, la prospettiva di una modifica dei criteri e dei vincoli del Patto di stabilità è tramontata, in quanto essa imporrebbe un lungo percorso legislativo e, per di più, su un sentiero molto stretto, che rischia di essere altrettanto complesso che, alla fine, inconcludente.
DIGITALIZZAZIONE
IL SOLE: CYBERSECURITY. OBBLIGHI E INCENTIVI CONTRO I RISCHI DEL 5G
Al prossimo Cdm. Obblighi di sicurezza, anche su appalti, per Pa e operatori privati nei servizi essenziali: sanzioni fino a 1,8 milioni – Allo studio il rafforzamento del «golden power».
Gli obblighi riguardano le reti, gli appalti e il «procurement», le comunicazioni degli attacchi informatici. Oltre al Dis, protagonisti del sistema di controllo e garanzia sono il ministero dello Sviluppo economico, quello dell`Interno con la Polizia delle Telecomunicazioni, l`Agid, la Difesa, in campo anche gli Affari Esteri e il Mef. Severo il sistema di sanzioni per le inadempienze: previste almeno otto fattispecie con cifre da un minimo di 200 mila euro fino a 1,8 milioni. In caso di omesse o false comunicazioni davanti a controlli e accertamenti scatta la reclusione da uno fino a cinque anni. Nel provvedimento, da subito o più probabilmente in sede di conversione in legge da parte del Parlamento, potrebbero poi entrare i punti salienti della riforma della disciplina del «golden power». Le modifiche sull`esercizio dei poteri speciali del governo nei settori strategici e in particolare nelle telecomunicazioni 5G erano già state approvate dai precedente governo con un decreto legge decaduto però lo scorso 9 settembre.
IL SOLE: IPOTESI NUOVI SGRAVI PER DARE UNA SPINTA AGLI INVESTIMENTI – CARMINE FOTINA
Sgravi fiscali per i costi di adeguamento alle nuove norme cyber. L`ipotesi non dovrebbe entrare subito nel testo del decreto legge in programma per il prossimo Consiglio dei ministri sul perimetro nazionale cibernetico. Ma si intravede: è già emersa nelle discussioni tra gli addetti ai lavori. Può spuntare, dunque, in sede di conversione in Parlamento del provvedimento. Se non ci saranno obiezioni di finanza pubblica, è molto probabile che i tecnici del governo guidato da Giuseppe Conte diano il parere favorevole. Il tema, infatti, è già stato discusso di recente in sede parlamentare al Copasir, nel corso di una delle audizioni con i responsabili di strutture strategiche e infrastrutture critiche. L`auspicio è stato ampio: incentivi tributari per i costi di prevenzione e controllo della cybersecurity così come di certificazione e garanzia della sicurezza dei prodotti informatici, a maggior ragione se entrano nelle forniture di enti, amministrazioni e imprese legate alla sicurezza nazionale. Non è escluso poi che possa tornare di attualità una proposta che i Cinque Stelle avevano presentato senza fortuna a maggio, sotto forma di emendamento al decreto crescita. Si tratterebbe di includere tra i beni agevolatili con il superammortamento fiscale del 130% anche le spese per l`accesso a software, sistemi e servizi IT erogati in cloud o via piattaforma web a patto che siano funzionali alla messa in sicurezza del sistema cibernetico dell`impresa.
IL SOLE: INCENDIO PER I LAVORI, LA COLPA E’ ANCHE DELL’AMMINISTRAZIONE
La responsabilità dell`amministratore per le parti comuni è assai delicata, come affermato dalla Corte di Cassazione (sentenza 22163/2019), che ha trattato il caso di un incendio in un edificio. Il caso In particolare, nel corso di attività ordinate dal gestore dell`edificio per eliminare infiltrazioni, a causa del maldestro uso di una fiamma ossidrica si originava un incendio del plexiglas di copertura del lucernario più vicino che si propagava a tutti quelli contigui. La Corte dichiarava inammissibile il ricorso di un danneggiato avverso la sentenza la quale aveva riconosciuto la responsabilità, in base all`articolo 2051 del Codice civile, dei gestori dell`immobile, i quali sostenevano, invece, la responsabilità per l`articolo 2053 del Codice civile. Nella sentenza si afferma che correttamente la Corte d`appello ha accertato che la causa dell`incendio non era da ascriversi alla struttura dell`immobile bensì ai gestori dello stesso, committenti di lavori di impermeabilizzazione compiuti con una condotta inadeguata e gravemente inadempiente. Per la Cassazione sono custodi tutti i soggetti, pubblici o privati, che hanno il possesso o la detenzione della cosa e pertanto non solo i proprietari, poiché tale qualità non è necessaria e non è esaustiva. Nel contratto di appalto non viene meno per il committente e detentore del bene il dovere di custodia e di vigilanza e con esso la responsabilità di cui all`articolo 2051 del Codice civile.