Indagine Confindustria sul Lavoro 2025

12 Dicembre 2025

IA, skill gap e HR: la vera sfida è formare le persone

L’intelligenza artificiale sta entrando con sempre maggiore decisione nei processi produttivi e organizzativi delle imprese, ma la capacità di assorbirne davvero il potenziale è ancora limitata. È quanto emerge dall’Indagine Confindustria sul lavoro 2025, presentata lo scorso 9 dicembre nella sede di Confindustria.

Secondo lo studio, quasi un’azienda su due è coinvolta a vario titolo in un percorso di trasformazione tecnologica che interessa soprattutto i servizi e le realtà di maggiore dimensione: l’11,5% utilizza o sta testando soluzioni basate su algoritmi avanzati, mentre il 37,6% ne sta valutando l’introduzione. Le applicazioni più diffuse riguardano analisi dei dati, marketing, ricerca e sviluppo, automazione e assistenza ai clienti: ambiti in cui l’IA sta contribuendo a ridefinire metodologie operative, strategie aziendali e organizzazione del lavoro.

Il quadro, però, non è privo di ombre. Meno della metà delle imprese che hanno avviato l’adozione dell’IA (43,7%) ha già messo mano ai processi interni per gestire l’impatto sulle risorse umane, in particolare attraverso percorsi di formazione interna, consulenze specializzate o assunzione di nuovi profili tecnici. Molte aziende procedono quindi sul fronte tecnologico, ma restano indietro nell’aggiornamento delle competenze e nei piani di formazione. Non a caso, la carenza di competenze interne è indicata come la prima criticità (36,7%), seguita dalla complessità dell’integrazione nei processi esistenti e dai costi ancora elevati.

Sullo sfondo, il mismatch tra domanda e offerta di competenze continua a rappresentare una sfida, con il 67,8% delle imprese che dichiara difficoltà di reperimento dei profili adeguati. Si tratta ormai di un problema strutturale che si inserisce in un quadro dominato dalla rapidità dei cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie.

Si registra invece una fase di stabilizzazione per il lavoro agile, ormai adottato dal 32,3% delle aziende, mentre il welfare aziendale resta diffuso nel 55,3% delle realtà associate, con un utilizzo sempre più orientato al benessere dei lavoratori. La contrattazione aziendale, che oggi coinvolge quasi il 70% dei lavoratori del campione, si conferma uno dei principali strumenti attraverso cui le imprese gestiscono innovazione e flessibilità per accompagnare i processi di trasformazione organizzativa.

Per maggiori approfondimenti si rimanda al sito di Confindustria e agli allegati in calce

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