CONGIUNTURA FLASH CSC – Economia in stallo: petrolio in calo, ma inflazione alta e salgono i tassi; si ferma il turismo
Economia in stallo: petrolio in calo, ma inflazione alta e salgono i tassi; si ferma il turismo
- Economia in stallo: petrolio in calo, ma inflazione alta e salgono i tassi; si ferma il turismo
- Prezzo del petrolio in discesa, ma il rischio scarsità non è azzerato: in estate la fase critica
- Inflazione su in Europa, la BCE rialza i tassi di interesse
- Investimenti più difficili, segnali di frenata per i consumi, battuta d’arresto dell’export
- L’industria tiene in Italia, mentre i servizi sono rimasti senza il traino del turismo
- L’industria tedesca è in calo, mentre l’economia USA è in crescita e la Cina procede a due velocità
Economia in stallo nel secondo trimestre. L’accordo per porre fine alla guerra in Iran è avvolto da molte incertezze e i transiti di navi per Hormuz restano limitati. Se il prezzo del petrolio è tornato quasi sui livelli pre-guerra, l’inflazione rimane alta, sono saliti i tassi di interesse che freneranno il credito e il turismo dall’estero è in brusca frenata. Il secondo trimestre è atteso scontare gli impatti della guerra, il terzo sarà in miglioramento. L’industria tiene finora e gli investimenti reggono grazie al PNNR.
Prezzo del petrolio in discesa. Nonostante l’accordo USA-Iran, sono ancora poche le petroliere che passano lo Stretto e serviranno mesi per tornare alla normalità. Il prezzo del Brent, però, negli ultimi giorni è sceso (74 dollari al barile il 24 giugno), poco sopra i livelli medi di febbraio (69 dollari), da un picco di 104 in media a maggio. Il prezzo del gas scende meno (41 euro/mwh il 24/6, 45 la media mensile), rimanendo per il quarto mese consecutivo sopra il livello di febbraio (33 euro in media).
Inflazione su, rialzo dei tassi. Spinta dai prezzi energetici a maggio (+11,9% annuo), in Italia l’inflazione è salita al +3,2% (+1,0% a gennaio), stesso valore dell’Eurozona. Anche i prezzi core sono tornati a salire (+2,0% in Italia, da +1,7% in aprile) e servirà tempo per vederli frenare. La BCE ha rialzato i tassi ufficiali a metà giugno (2,25% da 2,00%), ma la Presidente Lagarde ha chiarito che non dovrebbe trattarsi di una forte stretta: i mercati finanziari si aspettano solo un altro +0,25 entro la fine del 2026.
Investimenti più difficili. Le risorse del PNRR ancora per qualche trimestre favoriranno gli investimenti, ma sono peggiorate le condizioni per investire e quindi si sono ridotte le attese di crescita: l’aumento dei tassi sul credito (3,56% medio in aprile) frenerà il flusso di finanziamenti, anche per investimenti; inoltre, a giugno la fiducia delle imprese di beni strumentali risale poco e resta bassa.
L’industria tiene. Ad aprile la produzione industriale è cresciuta dello 0,5%, sostenuta come nei due mesi precedenti da beni strumentali (+1,0%) e intermedi (+0,8%); la crescita acquisita nel secondo trimestre è +1,0%. A maggio il PMI si è rafforzato in area espansiva (52,9), segnalando un lieve miglioramento della domanda, sostenuta però dal tentativo di accumulare scorte precauzionali di input intermedi. Lo scenario internazionale (dazi e guerra) resta il principale fattore di incertezza sul futuro.
Per approfondimenti si rimanda alla Congiuntura Flash di giugno 2026