Cina, Taiwan e USA: la corsa ai chip avanzati per l’intelligenza artificiale
Da anni la competizione sui semiconduttori rappresenta uno dei principali fronti di confronto geopolitico e uno degli indicatori più rilevanti del potere industriale e tecnologico globale. Oggi, la cosiddetta “corsa ai chip” è diventata una cartina al tornasole delle tensioni tra le grandi potenze, in particolare tra Cina e Stati Uniti.
Al centro di questa dinamica si colloca la Cina, che ha trasformato la propria dipendenza dai semiconduttori in un elemento chiave di una più ampia strategia nazionale di crescita e autonomia tecnologica. Pechino non mira soltanto a utilizzare chip avanzati, ma a controllarne la produzione e a ridurre strutturalmente la dipendenza da fornitori esteri, considerata una vulnerabilità sia economica sia di sicurezza nazionale.
Negli ultimi anni, la strategia cinese ha combinato ingenti investimenti pubblici, politiche industriali mirate e il coinvolgimento delle grandi imprese tecnologiche nazionali. La forte domanda interna di chip, alimentata dallo sviluppo di intelligenza artificiale, data center, servizi digitali e applicazioni avanzate, rappresenta uno dei principali motori di questa trasformazione. Tuttavia, l’accesso ai semiconduttori di ultima generazione resta limitato dalle restrizioni statunitensi sulle esportazioni di tecnologie avanzate, che hanno inciso profondamente anche sulle relazioni commerciali con aziende leader come Nvidia.
Per aggirare tali vincoli, la Cina sta accelerando lo sviluppo di una filiera domestica dei semiconduttori, promuovendo l’uso di tecnologie nazionali nelle infrastrutture critiche e mirando a produrre internamente una quota significativa delle attrezzature utilizzate nella manifattura dei chip. L’obiettivo dichiarato è raggiungere almeno il 50% di tecnologie domestiche nelle nuove linee produttive.
In questo contesto, Taiwan riveste un ruolo strategico cruciale. L’isola ospita la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), leader mondiale nella produzione di chip avanzati e fornitore essenziale per gran parte dell’industria tecnologica globale. La centralità di TSMC rende Taiwan un nodo chiave sia economico sia geopolitico, contribuendo ad alimentare le tensioni regionali.
Il mercato globale dei semiconduttori è oggi uno dei più grandi e dinamici al mondo, con un valore stimato di oltre 700 miliardi di dollari e prospettive di crescita che potrebbero superare i mille miliardi entro il prossimo decennio. In questo scenario, la corsa ai chip si configura come una competizione sistemica, in cui la tecnologia diventa una leva strategica fondamentale per il potere economico e politico globale.
Fonte: Borsa & Finanza