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Codice Appalti: Federazione ANIE in audizione presso la VIII Commissione del Senato

Il 12-Marzo-2019

Il Codice non va completamente riscritto attendendo i tempi lunghi di una delega ma è urgente dare attuazione alle disposizioni e agli aspetti più innovativi ed intervenire per correggere, attraverso interventi normativi mirati, le criticità ancora irrisolte

Federazione ANIE è stata in audizione il 12 marzo 2019 presso la VIII Commissione (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’applicazione del codice dei contratti pubblici.

Il Direttore Generale, Maria Antonietta Portaluri, ha sottolineato la necessità di mantenere l’impianto generale del codice appalti, con alcuni “interventi puntuali da approvare subito, senza aspettare i tempi lunghi di una delega”.

Federazione ANIE richiede un intervento urgente in tema di motivi di esclusione, per ridurre il numero dei soggetti da verificare e far chiarezza circa l’individuazione dei gravi illeciti professionali.

In tema di subappalto viene richiesto di rivedere il limite del 30% riferendolo alla sola categoria prevalente di lavori, servizi e forniture ovvero aumentando quello previsto attualmente dal Codice, abolire l’obbligo di indicare una terna di subappaltatori, mantenere il tetto massimo del 20% per lo sconto sul prezzo dei subaffidamenti.

Accanto alle necessarie modifiche, Federazione ANIE, chiede anche di accelerare sotto l’aspetto dell’attuazione, ritenendo in questo ambito prioritaria l’adozione dei provvedimenti recanti la disciplina della qualificazione degli operatori economici esecutori di lavori pubblici e delle stazioni appaltanti.

Da ultimo, il Direttore Generale, ha voluto sottolineare il ruolo sempre crescente dei settori speciali nel mercato degli appalti pubblici “Settori speciali che negli ultimi anni hanno assunto, in termini di investimento, sempre maggior peso anche rispetto agli affidamenti tradizionali (attestandosi intorno al 45% del totale annuo)”.

Circostanza questa che impone al Legislatore una riflessione circa l’opportunità di riconoscere, a questi settori, una dignità normativa propria.