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Colonnine autostradali: solo una stazione su cinque consente la ricarica veloce

Ancora insufficiente la rete italiana di ricarica autostradale, con forti squilibri fra Nord e Sud

Il raddoppio delle dimensioni di rete nell’arco di un solo anno sembra un dato positivo ma fermarsi a questo numero potrebbe rivelarsi problematico per la rete ricarica autostradale italiana.

Il report annuale “La mappa delle colonnine in autostrada 2023”, realizzato da InsideEVs.it e di recente pubblicazione, illustra le criticità di questo importante aspetto della mobilità elettrica.

L’analisi prende in considerazione esclusivamente le colonnine dislocate all’interno delle stazioni di servizio autostradali, concentrandosi su quelle in corrente continua ad alta potenza (HPC, High power charger), cioè dai 100 kW in su, oltre che sulla fascia intermedia da 50 a 100 kW. Sono proprio queste tipologie di ricarica a media/alta potenza a rendere praticabile il viaggio autostradale con un veicolo elettrico, permettendo di mantenere al di sotto dei 30 minuti la durata del rifornimento energetico e diminuendo al contempo la probabilità di doversi mettere in coda.

Le aree di servizio elettrificate dislocate lungo le autostrade italiane sono al momento 121 sulle complessive 476 ma soltanto 92 garantiscono una ricarica ad alta potenza (erogata attraverso 406 punti di ricarica), con un’incidenza percentuale del 19%. Uno sviluppo squilibrato, dato che circa il 77% della crescita delle aree di ricarica dipende dalle installazioni operate da Autostrade per l’Italia (ASPI), che però gestisce meno della metà della rete autostradale, 3.000 dei 7.000 km totali.

Uno squilibrio che è presente anche a livello territoriale, in quanto sono dislocate più colonnine di ricarica nelle autostrade di Lombardia ed Emilia-Romagna (le due regioni leader), che in tutte quelle del Meridione.

In Emilia-Romagna e Lombardia si trovano rispettivamente 14 e 13 aree di servizio che dispongono di ricarica ad alta potenza (erogata da 58 e 56 punti di ricarica). Basilicata, Molise e Sicilia non hanno alcuna colonnina lungo le arterie autostradali. Calabria e Friuli-Venezia Giulia sono dotate soltanto di aree di servizio con colonnine non ad alta potenza.

Per combattere la diffidenza degli italiani nei confronti dell’auto elettrica e favorire la transizione energetica, occorre completare con urgenza l’infrastrutturazione delle autostrade. Le norme che recepiscono le direttive europee esistono, ma non sono efficaci perché non contemplano sanzioni per le concessionarie autostradali che non rispettano le scadenze.