Colonnine elettriche, l’Europa accelera: Italia oltre i requisiti UE

1 Settembre 2026

I punti di ricarica pubblici sono quintuplicati dal 2020. Quasi tutti gli Stati rispettano già gli standard europei e l’Italia si distingue per potenza disponibile e copertura stradale.

La rete europea per la ricarica delle auto elettriche sta crescendo più rapidamente del numero di veicoli in circolazione. Secondo un’analisi dell’organizzazione ambientalista Transport & Environment (T&E), alla fine del 2025 nell’Unione europea erano disponibili circa 1,1 milioni di punti di ricarica pubblici, cinque volte più che nel 2020.

Il regolamento europeo AFIR richiede agli Stati membri di garantire almeno 1,3 kW di potenza di ricarica pubblica per ogni automobile elettrica a batteria. A marzo 2026 tutti i Paesi, tranne Malta, avevano raggiunto questa soglia. Nel complesso, l’UE dispone di una capacità pari al 180% del requisito minimo, mentre l’Italia arriva al 240%.

Sta migliorando anche la distribuzione delle colonnine lungo le principali strade europee. A giugno 2026 il 79% della rete TEN-T Core, composta soprattutto dalle maggiori autostrade, rispettava già l’obiettivo di installare stazioni rapide da almeno 150 kW ogni 60 chilometri. I ritardi maggiori si concentrano nell’Europa orientale e in Spagna, dove però le nuove installazioni stanno aumentando velocemente.

Sulla rete TEN-T Comprehensive, che include anche strade statali e regionali, venti Paesi su ventisette hanno già raggiunto in anticipo gli obiettivi previsti per il 2027. Secondo T&E, basterebbero circa 70 nuove installazioni o potenziamenti nei punti più importanti per portare la copertura europea al 90%.

Anche sotto questo aspetto l’Italia è tra i Paesi più avanzati. Sulla rete autostradale TEN-T Core ha raggiunto l’89% dell’obiettivo relativo alla distanza tra le stazioni di ricarica. Sulla rete Comprehensive ha già centrato il traguardo del 2027 e completato il 58% di quello previsto per il 2030.

La crescita delle infrastrutture sembra quindi procedere nella direzione prevista dalle politiche europee. Restano però alcune questioni da risolvere: rendere le colonnine più semplici da utilizzare e i prezzi più trasparenti, soprattutto per chi vive in condominio e non può ricaricare l’auto a casa.