CONGIUNTURA FLASH CSC – Calano export e produzione industriale, deboli i consumi, elettricità ancora cara
Calano export e produzione industriale, deboli i consumi, elettricità ancora cara
ll dollaro debole sull’euro, dovuto anche ai tagli dei tassi FED, continua a frenare l’export italiano nel quarto trimestre, insieme ai dazi USA. Scricchiola di nuovo la fiducia delle famiglie e quindi le attese sui consumi. L’industria fa ancora fatica. A favore giocano gli investimenti, grazie in larga parte al PNRR; i servizi e il calo del prezzo del petrolio.
Tassi moderati in Italia. A dicembre per alcuni giorni il rendimento dei BTP è sceso sotto quello dei titoli francesi, nella media del mese sono in linea: 3,49% in Italia (+0,57 lo spread sulla Germania), 3,48% in Francia (+0,56). Quelli spagnoli sono più bassi: 3,23% il tasso, +0,30 lo spread. Con tassi BCE fermi (2,00%) il costo del credito alle imprese italiane non scende più (3,52% a ottobre, quasi come a luglio).
Tagli FED, dollaro debole. La Banca Centrale USA ha ridotto i tassi ufficiali per la terza seduta di fila (3,75% a dicembre), preoccupata della frenata dell’occupazione, annunciando altri ribassi senza un timing definito. Questo contribuisce a un dollaro svalutato sull’euro: 1,17 a dicembre, vicino al picco.
Elettricità ancora cara. Prosegue il lento calo del prezzo del petrolio (63 dollari al barile a dicembre), poco sotto la media 2019; anche il prezzo del gas scende (27 euro/MWh), ma è ancora doppio rispetto ai valori pre-2022. Perciò, l’inflazione al consumo in Italia è moderata (+1,1% a novembre), ma il costo dell’elettricità per le imprese resta alto: 0,28 euro/KWh, contro 0,18 in Francia e 0,17 in Spagna.
Investimenti: ancora buoni segnali. Dopo la positiva performance nel terzo trimestre, restano favorevoli gli indicatori per gli investimenti in impianti e macchinari a fine 2025: a novembre salgono i consumi elettrici, nel quarto in media si mantiene elevata la fiducia delle imprese di beni strumentali (soprattutto le attese di produzione) e anche quella delle imprese di costruzioni nonostante un lieve calo recente.
Industria ancora debole. La produzione industriale è tornata a calare a ottobre (-1,0%), come anticipato da RTT, portando la variazione acquisita nel quarto trimestre a -0,1%. Nei primi 10 mesi, è evidente il recupero di metallurgia e mobili, ma restano le difficoltà di moda e automotive. In novembre, però, il PMI è tornato in area espansiva (50,6) e la fiducia delle imprese resta su un trend positivo a dicembre.
Export in calo. A ottobre deboli gli scambi italiani di beni: quasi fermo l’import (+0,3% a prezzi correnti), scende l’export (-3,0%, dopo +2,9% a settembre), per il crollo degli strumentali (-8,5%; -1,1% al netto delle navi). Le vendite sono invece in crescita tendenziale in pochi settori (soprattutto farmaceutica) e in poche destinazioni (Svizzera, OPEC, Francia, Spagna, ma anche gli stessi USA). Le prospettive per l’export restano negative, con un nuovo calo degli ordini manifatturieri esteri a dicembre.
Per approfondimenti si rimanda alla Congiuntura Flash di dicembre 2025