CONGIUNTURA FLASH CSC – Economia quasi ferma, investimenti unica leva di crescita

26 Gennaio 2026

Il dollaro debole e l'incertezza geopolitica frenano export e consumi. Industria ancora instabile, mentre il PNRR continua a sostenere gli investimenti.

La Congiuntura Flash di gennaio 2026 del Centro Studi Confindustria restituisce un quadro di crescita molto debole per l’economia italiana. Il contesto internazionale resta incerto e si riflette sulle decisioni di famiglie e imprese: il dollaro svalutato sull’euro penalizza le esportazioni, mentre le tensioni geopolitiche alimentano un clima di cautela che frena i consumi. In questo scenario, l’economia appare sostanzialmente ferma, con pochi fattori in grado di sostenere il PIL.

Energia: i prezzi tornano a salire

A inizio 2026 si interrompe il calo dei prezzi energetici. Il petrolio risale in media a 65 dollari al barile e anche il gas smette di scendere, restando su livelli nettamente superiori a quelli pre-2022. L’inflazione rimane moderata, ma il costo dell’energia continua a pesare sulla competitività delle imprese.

Tassi più bassi, credito in normalizzazione

Sul fronte finanziario prosegue la riduzione dei rendimenti sovrani mentre gli spread si restringono. Per quanto riguarda invece i tassi, la BCE li mantiene fermi e anche la FED è orientata a una pausa. Il credito bancario torna a crescere e il costo per le imprese ha smesso di scendere, stabilizzandosi su livelli storicamente favorevoli, seppur lontani dai minimi straordinari della fase di tassi negativi.

Investimenti: il PNRR resta il principale sostegno

Il principale motore della crescita è rappresentato dagli investimenti. L’accelerazione finale del PNRR sostiene la domanda di beni strumentali e le costruzioni, mentre il credito mostra segnali di risalita. Restano però elementi di fragilità. Tra questi il recente calo della fiducia delle imprese che evidenzia un contesto ancora incerto.

Industria ed export: segnali contrastanti

L’industria manifatturiera mostra un andamento irregolare, con fasi di recupero seguite da nuovi rallentamenti. L’export resta debole, soprattutto verso i principali mercati avanzati, mentre tengono alcune destinazioni europee e asiatiche. Lo scenario internazionale resta complesso, con un’Eurozona in rallentamento, Stati Uniti ancora in crescita ma con segnali di decelerazione e una Cina che continua a puntare sulle esportazioni.

Il focus del mese: tensioni globali e mercati finanziari

Il focus di gennaio è dedicato all’evoluzione dei mercati finanziari in un contesto di crescente incertezza internazionale. Le tensioni geopolitiche e la sfiducia verso gli asset statunitensi spingono il prezzo dell’oro su nuovi massimi, senza però innescare una fuga generalizzata dagli investimenti azionari. Le Borse europee continuano a mostrare una dinamica più favorevole rispetto a quelle USA, con possibili effetti positivi sulle condizioni di finanziamento delle imprese.

Per approfondimenti si rimanda alla Congiuntura Flash di gennaio 2026

 

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