CONGIUNTURA FLASH CSC – Export e consumi zavorrano l’industria. Positivi, potenzialmente, gli impatti del decreto energia

23 Febbraio 2026

Export e consumi zavorrano l’industria. Positivi, potenzialmente, gli impatti del decreto energia

  • Export e consumi zavorrano l’industria. Positivi, potenzialmente, gli impatti del decreto energia.
  • Peggiora lo scenario a inizio 2026, dollaro più svalutato, sul caro-energia positivo il decreto “bollette”, risale il costo del credito.
  • Per gli investimenti i segnali restano positivi, per i consumi inizio d’anno ancora lento, mentre l’export è volatile.
  • I servizi sono in accelerazione, mentre nell’industria è debole il recupero, con farmaceutica e metalli in crescita, ma auto e moda ancora in calo.
  • Nell’Eurozona segnali di timida ripartenza, negli USA bene l’economia ma debole il lavoro, in India la manifattura è in espansione.

Positivo il decreto “bollette”. Continua il rincaro del prezzo del petrolio: 71 dollari al barile a febbraio. Dopo la fiammata a gennaio, il prezzo del gas resta a 33 euro/MWh. Il dollaro più svalutato sull’euro, sull’attesa di una FED più incline ai tagli, attenua solo in parte i rincari. Il decreto varato dal Governo può ridurre il prezzo dell’energia per famiglie e imprese in modo sostanziale, se approvato dalla Commissione europea.

Risale il costo del credito. A febbraio il tasso sui BTP italiani cala di poco (3,36%), mentre si è fermato l’aumento del Bund in Germania (2,97%): lo spread si restringe ancora (+39 punti base, appena +15 in Spagna). La BCE, intanto, è ferma da metà 2025 a un tasso di riferimento del 2,00%, anche se l’inflazione nell’Eurozona è scesa su valori moderati (+1,7% a gennaio). In tale contesto, il tasso pagato dalle imprese italiane ha esaurito il calo e inverte la rotta (3,58% a dicembre, da 3,38% a settembre).

Investimenti: i segnali restano positivi. Gli indicatori congiunturali evidenziano una tendenza favorevole per gli investimenti in impianti e macchinari: a gennaio migliora la fiducia delle imprese manifatturiere in totale e, in particolare, nella componente dei beni strumentali. Peggiora invece per il terzo mese consecutivo la fiducia delle imprese di costruzioni, penalizzata dai giudizi sugli ordini, sebbene siano favorevoli le attese sui piani di costruzione nei prossimi tre mesi.

Industria: debole recupero. A dicembre la produzione industriale è tornata a calare, ma il quarto trimestre è rimasto positivo: c’è una risalita ma fragile, perché i dati mensili sono molto volatili e la domanda rimane debole. A gennaio il PMI migliora lievemente, restando in area recessiva, in lento aumento anche la fiducia delle imprese.

Export volatile. L’export italiano di beni, seppur in crescita a dicembre, cala nel quarto trimestre. In modesta espansione l’import. Dinamiche molto eterogenee tra paesi e settori nel 2025 evidenziano una rapida riconfigurazione degli scambi dopo gli shock: l’export è stato trainato dai farmaci verso gli USA, dai metalli in Svizzera; la filiera farmaceutica ha anche generato gran parte del balzo dell’import da Cina e USA. Le prospettive a gennaio 2026 restano deboli secondo gli ordini esteri manifatturieri, seppure in lieve miglioramento.

Per approfondimenti si rimanda alla Congiuntura Flash di febbraio 2026

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