CONGIUNTURA FLASH CSC – Guerra in Iran, scenario in deterioramento: balza l’inflazione, cala la fiducia, investimenti in frenata

20 Maggio 2026

Guerra in Iran, scenario in deterioramento: balza l’inflazione, cala la fiducia, investimenti in frenata

  • Petrolio ancora caro, sale l’inflazione in Italia e in Europa, atteso rialzo dei tassi di interesse a giugno.
  • Per gli investimenti possibile frenata, fiducia in calo, a rischio i consumi. Export resiliente.
  • L’industria tiene ma peggioramento in vista, i servizi a rischio stop.
  • Nell’Eurozona industria debole e servizi in sofferenza, anche l’economia USA indebolita, non rallenta la Cina.
  • PNRR: cruciale per la crescita, Italia tra i migliori nella UE.

Lo scenario continua a deteriorarsi. Il petrolio resta troppo caro, perché la tregua in Medio Oriente non ha riaperto Hormuz. Con il prolungarsi di tale shock, si va ampliando il suo impatto sulle economie: cresce l’inflazione anche in Italia, scende ancor più la fiducia delle famiglie e il calo si estende a quella delle imprese, rischia di bloccarsi il canale del credito. Perciò, sono a rischio frenata i consumi e i servizi, mentre l’unico driver per la produzione dell’industria restano, per ora, gli investimenti del PNNR.

Petrolio ancora caro. La chiusura dello Stretto, con transito di navi ancora ai minimi, tiene alto il prezzo del petrolio Brent: 105 dollari al barile a maggio, poco sopra i livelli di aprile. Si conferma che questa guerra, a differenza di quella in Ucraina, impatta meno sul prezzo del gas, che a maggio (46 euro/mwh) resta sotto il picco di marzo, ma su valori ben più alti rispetto a fine 2025.

Sale l’inflazione, atteso rialzo dei tassi. In Italia l’atteso balzo dei prezzi al consumo si è avuto in aprile (+2,7%, da +1,5% a febbraio), con quelli energetici già al +9,2% annuo, mentre finora i prezzi core rallentano (+1,7%). In Europa l’inflazione è salita prima ed è più alta (+3,0%, da +1,9%), ancor più negli USA (+3,8% da +2,4%). Mentre i tassi sovrani in Europa si sono fermati a maggio (in Italia 3,81% e +79 punti base), i mercati si aspettano che la BCE inizi a giugno a rialzare i tassi ufficiali (ora al 2,00%).

Investimenti: possibile frenata. Gli investimenti, inclusi quelli in fabbricati non residenziali, sono ancora sostenuti in avvio di 2026 dal PNRR. Tuttavia, i dati congiunturali evidenziano un indebolimento nei due mesi di guerra: nel primo trimestre sono calate le richieste di credito da parte delle imprese per finanziare investimenti, a causa dello scenario avverso e sebbene il tasso pagato finora non sia salito (3,38% a marzo); in aprile, si è ridotta ancor più la fiducia delle imprese che producono beni strumentali.

L’industria tiene, ma peggioramento in vista. A marzo la produzione industriale ha recuperato (+0,7%), con i beni strumentali (+2,1%) al traino del PNRR e gli intermedi (+0,3%) di cui le imprese stanno facendo scorte precauzionali; ciò ha attenuato il calo nel 1° trimestre al -0,2%. Ad aprile, però, il PMI segnala una domanda più debole, confermata dal calo dei giudizi sugli ordini delle imprese, che fa peggiorare la fiducia, insieme alla riduzione delle attese di produzione dovuta alla guerra irrisolta.

Per approfondimenti si rimanda alla Congiuntura Flash di maggio 2026

Link