ENEA: Energia in stallo. l’Italia rallenta sulla transizione.

27 Aprile 2026

Consumi ed emissioni fermi, rinnovabili sotto gli obiettivi e prezzi ancora alti: il 2025 segna un passo indietro verso i target al 2030.

Il sistema energetico italiano

Il 9 aprile ENEA ha pubblicato l’analisi del sistema energetico italiano 2025, mostrando una situazione di forte rallentamento nella transizione energetica. L’indice ISPRED, che misura sostenibilità, sicurezza e costi dell’energia, è sceso del 30% rispetto al 2024, segnando un minimo storico.

In Italia, nel 2025, consumi ed emissioni restano praticamente fermi. Le energie rinnovabili crescono, ma troppo poco: coprono poco più del 20% dei consumi, lontano dall’obiettivo del 25% fissato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.

Il problema principale è la decarbonizzazione: per raggiungere i target al 2030, bisognerebbe ridurre le emissioni ogni anno del 6–7%, ma nel 2025 non si registra alcun calo significativo. Il sistema energetico resta ancora molto dipendente da gas e petrolio.

Il settore dei trasporti è tra i più in ritardo: le rinnovabili coprono solo il 10% dei consumi (contro un obiettivo del 15%). Anche l’elettrificazione procede lentamente e la domanda di energia cresce poco.

Il fronte economico

Sul fronte economico, l’energia in Italia continua a costare più che in altri Paesi europei. L’elettricità arriva in media a 116 €/MWh, più alta rispetto a Germania, Spagna e Francia, mentre il gas resta circa il 70% più caro rispetto al periodo prima della crisi. Questo pesa sulla competitività delle imprese, soprattutto quelle ad alto consumo energetico.

A livello europeo la situazione non è molto diversa: consumi fermi, rinnovabili sotto gli obiettivi e riduzione delle emissioni molto limitata. Per centrare i target al 2030 servirebbero tagli molto più rapidi.

Le tensioni geopolitiche, come i rischi legati allo Stretto di Hormuz, aumentano ulteriormente i costi energetici. L’Italia è particolarmente esposta, con extracosti stimati in oltre 1 miliardo di euro al mese.

Un piccolo segnale positivo arriva dal commercio di tecnologie a basse emissioni: il deficit si riduce sotto i 4 miliardi grazie alle esportazioni di auto ibride plug-in. Tuttavia, restano problemi nel fotovoltaico e nei veicoli elettrici, dove il saldo commerciale è ancora negativo.