Solare ed eolico coprono un quarto dei consumi elettrici italiani
Nel primo semestre 2026 le due fonti hanno raggiunto una produzione record. Cresce soprattutto il fotovoltaico, mentre il forte calo dell’idroelettrico riduce il peso complessivo delle rinnovabili.
Nei primi sei mesi del 2026, la domanda di energia elettrica in Italia è aumentata del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le fonti rinnovabili hanno prodotto circa 67 TWh, coprendo il 42,8% dei consumi elettrici nazionali e la metà dell’elettricità generata in Italia.
Il risultato più importante riguarda fotovoltaico ed eolico, che insieme hanno prodotto 39,3 TWh: il valore più alto mai registrato in un primo semestre. Le due fonti hanno così soddisfatto il 25,1% della domanda elettrica italiana e rappresentato quasi il 59% di tutta la produzione rinnovabile.
A trainare la crescita è stato soprattutto il fotovoltaico, diventato la principale fonte rinnovabile del Paese. Con una produzione record di 26,3 TWh, il solare è cresciuto del 19,2% rispetto al 2025 e ha coperto da solo il 16,8% della domanda. Anche l’eolico ha registrato un buon andamento: la produzione è aumentata del 16,4%, arrivando a soddisfare l’8,3% dei consumi.
A frenare il contributo complessivo delle rinnovabili è stato invece l’idroelettrico. Nei primi sei mesi ha prodotto 4,5 TWh in meno rispetto al 2025 e 9,4 TWh in meno rispetto al 2024. In confronto a due anni fa, il calo ha superato il 34%. Sono diminuite leggermente anche le bioenergie e la geotermia.
La produzione termoelettrica è rimasta quasi stabile, mentre quella delle centrali a carbone ha continuato a ridursi, fermandosi a circa 1 TWh. Sono cresciute leggermente anche le importazioni di energia dall’estero.
Nel solo mese di giugno, le rinnovabili hanno coperto il 47% del fabbisogno elettrico nazionale. Il fotovoltaico è stata l’unica fonte verde in crescita rispetto a giugno 2025, mentre l’idroelettrico ha registrato una forte contrazione.
Nel complesso, i dati mostrano una rapida crescita di solare ed eolico, ma anche quanto la produzione rinnovabile italiana resti influenzata dalla disponibilità di acqua per gli impianti idroelettrici.