Transizione 5.0, stretta finale: stop al cloud e più burocrazia per le imprese

5 Maggio 2026

Il decreto attuativo del piano Transizione 5.0 arriva alla sua versione definitiva, introducendo modifiche rilevanti che stanno già facendo discutere il mondo produttivo. Tra le novità più significative spiccano l’esclusione dei software in cloud dagli incentivi e l’aumento degli adempimenti richiesti alle imprese per accedere ai benefici.

Secondo le ultime indicazioni, viene infatti eliminata la possibilità di includere soluzioni cloud tra gli investimenti agevolabili, segnando un cambio di rotta rispetto alle ipotesi precedenti che invece puntavano a valorizzare anche i modelli “as a service”.

Sul fronte burocratico, il decreto introduce un ulteriore passaggio obbligatorio: le comunicazioni richieste alle imprese salgono a cinque, articolando un iter più strutturato per l’accesso al credito d’imposta.

Il provvedimento è stato firmato il 4 maggio dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e, dopo la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato, passerà alla firma del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. A seguire sono previsti i consueti passaggi presso la Corte dei conti e l’adozione del decreto direttoriale che definirà l’apertura dei termini, insieme all’avvio della piattaforma del GSE: un iter che, secondo le stime, dovrebbe completarsi in circa un mese, con il via libera alla prenotazione atteso entro i primi giorni di giugno.